Il Lapislazzuli

Il termine lapislazzuli deriva dal latino lapis, “pietra”, e dall’arabo lazhward, “azzurro”.



Il lapislazzuli è un allumosilicato disodio con zolfo e cloro che si forma nel corso della metamorfosi del calcio in marmo. In pratica è una roccia perché composta da un insieme di minerali (in prevalenza lazurite e calcite) che conferiscono alla pietra un aspetto quasi omogeneo e il caratteristico colore azzurro intenso. La presenza del ferro determina invece la formazione di inclusioni piritiche color oro.


Il lapislazzuli ha una lucentezza vitrea, è opaco o appena traslucido ai bordi. Le qualità più apprezzate a scopo ornamentale sono quelle di colorazione uniforme e densa e i giacimenti più importanti si trovano in Afghanistan, Cina e Cile.

Poiché è una pietra di consistenza porosa, è sensibile alle pressioni, alle alte temperature, alle sostanze chimiche e ai solventi.




L'utilizzo di questa pietra risale fino al V millennio a.c. tra le popolazioni della Mesopotamia e dell'Egitto.

Con il lapislazzuli si creava, attraverso la macinazione e altri procedimenti, il più pregiato pigmento blu degli affreschi medievali, dalla tonalità intensa ed estremamente resistente nel tempo. Il costo di questa materia prima era paragonabile a quello dell'oro, se si pensa che le uniche miniere conosciute erano in Afghanistan. La ricchezza del materiale aveva anche un significato devozionale: nell'arte sacra ritrarre la divinità con materiali preziosi era una sorta di offerta che si faceva nei suoi confronti.


Anche nell'epoca Babilonese questo materiale veniva particolarmente usato. Si può riscontrare infatti l'utilizzo del lapislazzuli nella famosa Porta di Ishtar che fungeva da ingresso principale alla grande città di Babilonia.


Nell'età moderna, famose sono le coppe e i vasi in lapislazzuli che appartennero ai Medici, famiglia regnante a Firenze nel XIV - XVIII secolo. Michelangelo ne usa abbondantemente per affrescare sia la Cappella Sistina (in particolare nel Giudizio universale) sia la Cappella Paolina (Conversione di Saulo e Crocifissione di san Pietro). A Roma nella Chiesa del Gesù, alla sommità dell'altare di Sant'Ignazio di Loyola, c'è una grande sfera ricoperta di lapislazzuli.




Proprietà fisiche, mentali e spirituali


  • Il lapislazzuli è indicato per le infiammazioni di gola, laringe e corde vocali.


  • Regola le funzioni della tiroide e il ciclo mestruale.


  • Promuove l'onestà e la dignità spingendo ad accettare la propria verità interiore.


  • Aiuta ad accettare la verità ad essere se stessi senza compromessi.


  • Favorisce l'autenticità e aiuta ad ottenere il controllo sulla propria vita.


  • Rende estroversi, facilitando l'espressione dei propri sentimenti.



 

L’utilizzo dei minerali e cristalli non sostituisce in alcun modo i rimedi medici ufficiali

e tradizionali e non devono essere un sostituto a cure già prescritte da un professionista.

La cristalloterapia è una pratica alternativa che si prefigge di eliminare e/o aiutare disfunzioni e malesseri corporei, mentali e spirituali mediante la collocazione di appositi minerali su determinati punti del corpo e specifici chakra. I cristalli non guariscono una patologia, ma aiutano a ritrovare un proprio equilibrio interiore.

Non esiste nessuna prova scientifica della loro efficacia ma sappiamo per certo che questa tecnica è usata da molte popolazioni in tutto il mondo sin dall’antichità.

L’uso dei cristalli può essere un ottimo coadiuvante e/o metodo di prevenzione

e comunque al momento non presenta alcuna controindicazione al suo utilizzo.